home | club | dove siamo | artisti | contatti | links facebook myspace

  venerd́ 21 dicembre 2012
h.00:01
ZENZEROCLUB E' MORTO
Eventi
zenzeroclub non esiste più. Il club ormai è morto.

una lettera aperta per la morte di un pezzo di cultura nella città di bari.una lettera aperta per annunciare il soffocamento della dinamicità culturale promossa senza finanziamenti negli ultimi anni nel nostro territorio.

la chiusura di zenzeroclub, rappresenta una perdita importante per il tessuto culturale cittadino.

zenzeroclub era nato, su progetto di roberto pastore, dalla volontà di sopperire alla cronica assenza di spazi culturali e polivalenti nella città di bari, attraverso il recupero di una struttura d'edilizia industriale anni '30, abbandonata e tralasciata dalla vita produttiva e restituendola alla vita culturale con strumenti e metodi diversi dai consueti, rendendolo un contenitore modernamente organizzato per accogliere le diverse espressioni della musica dal vivo e dei dj set, oltre ad essere tra i primi club interattivi nelle serate con interventi di arti visive ( vj set).

in solo 6 stagioni artistiche (2003-2009), il club ha realizzato oltre 250 produzioni con artisti internazionali e nazionali, tra concerti e dj set, esibizioni di circa 500 band regionali, eventi legati all’arte, attraverso mostre, rassegne ed installazioni, realizzate nella propria sede e nel territorio pugliese.

nonostante l’impegno sostenuto in queste stagioni, tutte le l'amministrazioni comunali, provinciali e regionali hanno preferito disinteressarsene, con una scelta discutibile e miope, di questo esperimento urbano di cultura e socializzazione, impoverendo il tessuto creativo della città e riportando quel luogo nello stato di abbandono in cui si trovava. una scelta politica che ha schiuso gli eventi che si sono susseguiti.

e allora, attività chiusa e i suoi dipendenti licenziati. ma tutto questo non ha nemmeno sfiorato la coscienza politica dei nostri amministratori, completamente disattenti su quello che accade nella nostra città.

prendendo spunto dal titolo del libro di gino castaldo “il buio. il fuoco. il desiderio. ode in morte della musica” dichiaro: “il club ormai è morto”.

una vera e propria impresa culturale che ha rischiato in proprio anche se spesso si è trovata a “combattere” contro la logica del gratuito.

al giorno, d’oggi dove la musica è dappertutto, su computer e cellulari, sulla pubblicità e ci segue quasi ossessivamente, nessuno più la sfida e forse per questo motivo davvero la musica è morta.

sicuramente una delle ragioni di crisi è un eccesso di offerta che proviene da ogni parte, una vera invasione sonora, una sopraffazione.

questo comportamento ha fatto sì che il pubblico si disabituasse al pagamento della cultura, anche perché la gratuità molto spesso porta a pensare che lo spettacolo, essendo ad ingresso libero, non debba essere apprezzato per quello che realmente rappresenta.

il depauperamento culturale, anche se potrebbe risultare un paradosso, deriva proprio dalla gratuità delle proposte culturali.

e’ vero che la cultura deve essere per tutti, ma è anche vero che in assenza del biglietto d’ingresso viene sminuita automaticamente la qualità della proposta. così, come ormai accade da anni a bari, la gente preferisce aspettare momenti di “cultura” legati alla gratuità piuttosto che pagare l’ingresso ad uno spettacolo che magari potrebbe rivelarsi degno della cifra spesa.

incontenibile appare sempre più anche il mercato inerente alla musica. la musica dal vivo ed i dj set, ad esempio, sono diventati sempre più spettacoli gratuiti, tra manifestazioni finanziate da enti pubblici e quelle realizzate da sponsor privati (vedi mtv, coca cola live, notti bianche ecc…), mettono sempre più in crisi il lavoro dei privati che devono sostenersi solo sullo sbigliettamento.

di pari passo agiscono le varie organizzazioni legate alla dance e elettronica, che si accaparrano un po’ di pubblico a suon di free pass e free drink.

a tutto questo non va dimenticata la carenza di spazi legati alla cultura sempre più evidente in città. per questo zenzero avrebbe voluto una maggiore attenzione da parte di tutti, ma forse, il gratuito paga di più e zenzero non vuole assolutamente avere una  visione autolesionista della cultura: spera solo che le cose cambino,ovviamente in meglio.

grazie a tutti quelli che amavano zenzero, è morta la struttura ma il progetto rimane vivo per rinascere, un domani, in un’altra visione.

 

Copyright © 2007 Zenzero
e-mail: info@zenzeroclub.it


powered by 2dNetwork.it